bed and breakfast palagianello, Castellaneta

Stampa

25 giugno - Palazzo Baronale - 1503 Il Sacco di Castellaneta

Chiedete a un piemontese, a un toscano, a un campano – e così via – se hanno già sentito parlare della Disfida di Barletta, tutti risponderanno “si”. Chiedete alle stesse persone se hanno un giorno sentito parlare del SACCO di Castellaneta, la risposta sarà sicuramente “no”.
Come mai una così grande differenza di notorietà fra due avvenimenti accaduti in Puglia, a distanza di solo dieci giorni, uno in un campo aperto situato a uguale distanza fra Barletta, Corato e Ruvo, e l'altro a Castellaneta? Da una parte la Disfida di Barletta, il 13 febbraio 1503, una giostra, una specie di torneo fra 13 uomini armati francesi e 13 altrettanti italiani, per sapere chi dei due contendenti fosse il popolo più valoroso a combattere. Dall'altra parte il SACCO di Castellaneta, il 23 febbraio 1503, atto di protesta e di eroismo, cacciata del presidio francese, seguita poi da cannonate punitive da parte delle milizie del Duca di Nemours contro la popolazione castellanetana barricata all'interno delle mura. Il primo è noto a tutti. Il secondo è conosciuto solo a Castellaneta e nei dintorni. Come mai una così ingiusta sorte per il SACCO di Castellaneta? Pietro Loglisci, castellanetano in Francia, convinto della grande importanza dei fatti del SACCO e poiché essi avevano coinvolto anche le forze francesi, ha spostato il campo delle ricerche e si è interessato ai documenti francesi suscettibili di fornirgli qualche pista nuova.

Tali insperate testimonianze, scoperte a distanza di più di 5 secoli, hanno dato l'occasione a Loglisci di portare le ultime precisioni sulla toria del SACCO, aggiungendovi una biografia di Jean d'AUTON con l'intenzione di farlo meglio conoscere e elevarlo al rango di terzo sommo Storico della Città di Castellaneta, alla pari di Enrico Mastrobuono e di Mauro Perrone, autori delle due più complete Storie della Città.

Usciti dalla loro iniziale condizione di “notizia tramandata”, i fatti del SACCO diventano “Storia”. Storia non più “paesana” di solo interesse “locale”, ma Storia che conpenetra tutto il contesto di quella che era l’Italia a quel momento. “I fatti” – spiega Loglisci – “sono di un’importanza che va al di là della Storia di Castellaneta, avendo essi partecipato alla Storia d'Italia”.
La presentazione del libro “Jean d’AUTON e il SACCO di Castellaneta” costituirà anch'essa un avvenimento storico perché lascerà una traccia memorabile a Castellaneta.
La manifestazione avrà luogo nella sala delle conferenze del Palazzo Baronale il 25 giugno alla ore 19,30 e avrà per relatore Mons. Cosimo Damiano FONSECA.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Vedi la nostra policy sulla privacy privacy policy.

Clicca su Accetto