Benvenuto nel giardino botanico didattico - educativo “Terra delle Gravine”. In questo percorso immergiti nelle bellezze naturalistiche di questo Territorio, unico nel suo genere e ricco di storia.
Prima di iniziare questo viaggio è opportuno spiegarti come nascono le gravine che danno il nome al Parco Regionale istituito nel 2005.
Le acque meteoriche, che tendevano a raggiungere il mare, originarono corsi d’acqua che si andarono ad inserire in preesistenti fratture di blocco calcareo o in depressioni originatesi in base a fenomeni tettonici e carsici di antica data. L’azione di questi corsi portò alla formazione di incisioni sempre più profonde nella calcarenite originando le lame e le gravine. Entrambe sono incisioni di origine carsico-tettonica ma fra loro si differenziano essendo le gravine grandi incisioni, scavate più in profondità che in larghezza laddove, invece, le lame appaiono scavate più in larghezza che in profondità.


Dove ti trovi attualmente rientra in quella che potremmo definire Murgia delle Gravine che corrisponde alla porzione sud-orientale dell’altopiano delle Murge. Tale area è caratterizzata dalla presenza di profonde incisioni carsiche denominate, appunto, gravine. Il paesaggio vegetale attuale è il risultato di oltre duemila anni di attività umana. Dell’originario patrimonio naturale rimangono oggi solo pochi segni, capaci comunque di darci una lettura dell’antico paesaggio.
Il paesaggio cambia man mano che dalla Murgia scendiamo verso la costa. Distinguiamo 3 fasce:
Fascia “SUB ORIZZONTE SUB-MEDITERRANEO” (300 – 450 m)
In tale area rientra il territorio caratterizzato dalla presenza di grandi gravine nonché interessanti formazioni rupestri. La vicinanza delle rupi delle gravine e la presenza di grandi alberi (tra cui il fragno) fanno di questa zona il teatro dei grandi veleggiatori: avvoltoi, poiane, nibbi e falconi. La parte più alta del territorio, quella di Murgia propriamente detta, è invece occupata da vaste aree steppiche utilizzate per il pascolo.
Fascia “SUB ORIZZONTE MEDITERRANEO” (150 – 300 m)
In tale area rientra il territorio compreso nel costone murgiano dove si rinviene la macchia mediterranea data da una vegetazione caratterizzata da numerose essenze sempreverdi nonché pini d’Aleppo e lecci.
Fascia “SUB ORIZZONTE LITORANEO” (DA 0 A 50 m)
Ad una vegetazione delle dune segue la pineta d’Aleppo sempre più sviluppata a mano a mano che ci si allontana dalla costa. I corsi d’acqua sono accompagnati da canneti.
Alla naturale diversità della flora mediterranea dobbiamo aggiungere anche l’influenza dell’uomo che da secoli interagisce con la vegetazione naturale. Così, alle originarie 20.000 si sono aggiunte nel corso dei secoli nuove specie che sicuramente hanno arricchito la varietà della vegetazione iniziale ma, in parte, hanno snaturato i caratteri originari. In realtà l’intervento dell’uomo non si è limitato all’introduzione di nuove specie avendo contribuito, con le sue attività, a modificare l’aspetto originario dei paesaggi mediterranei. Il pascolo intensivo, gli incendi, i disboscamenti per messa a coltura di nuove terre, hanno portato ad un impoverimento delle originarie formazioni vegetali che appaiono degradate e lontane da quello stato di equilibrio definito climax che nel nostro caso corrisponde alla foresta sempreverde.
Da qui la necessità di promuovere, valorizzare e tutelare questo immenso Territorio anche attraverso questo Progetto finanziato dalla Regione Puglia (risorse del FSE PO Puglia 2014 2020 Azione 8 4 e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione).
Il giardino-itinerario botanico, quindi, vuole essere una rappresentazione semplificata degli ecosistemi, così come visibili in natura, presenti nel Parco Regionale "Terra delle Gravine". Ci è sembrato interessante, come forma didattica ed educativa, rappresentare la degradazione avvenuta a carico dei boschi primordiali, per mano dell'uomo, in nuovi sistemi vegetazionali che nel giardino botanico sono stati riprodotti in cinque differenti ecosistemi, rappresentativi della vegetazione mediterranea.