Pianta sempreverde rampicante o strisciante con fusti sterili, forniti di radici avventizie di ancoraggio, e fusti fertili (fioriferi), non radicanti. L’edera non è pianta parassita e non si nutre della linfa delle piante su cui si arrampica. Può arrampicarsi lungo i tronchi degli alberi e sulle rocce fino ad altezze di oltre 20 metri ed è pianta assai longeva, raggiungendo i 400 anni di età. Le foglie sono verde scuro, lucide, coriacee e alterne. I fiori, con petali giallo-verdi, sono riuniti in infiorescenze composte. Il frutto è una bacca ovoidale nero-bluastra a maturità.
Habitat ed Ecologia
Specie mesofila con distribuzione molto ampia, predilige ambienti freschi e vegeta in particolare nei boschi, è usuale vederla ricoprire muri e facciate di abitazioni.
Usi ed Etnobotanica
Tutte le parti della pianta, ed in particolare i frutti, sono velenose; il succo di foglie e i frutti può provocare disturbi psichici. Abbandonata nell’uso esterno per la sua tossicità, sono utilizzate le foglie per uso esterno, nel caso di ulcerazioni, determinati, ferite, emicranie e dolori reumatici. Per la presenza di saponine il decotto di foglie di edera era utilizzato come detersivo naturale per lavare tessuti di colore nero, anche delicati come pizzi e trine.
