Il mirto è un arbusto sempreverde, alto fino a 3-4 metri, densamente ramificato. Le foglie sono semplici, opposte, ellittiche o lanceolate con apici appuntiti, glabre; la pagina superiore è lucida, quella inferiore più opaca e sono ricche di ghiandole aromatiche. I fiori, bianchi e profumati, sono portati da lunghi peduncoli all’ascella delle foglie; hanno cinque petali e numerosi stami prominenti. Il frutto è una bacca nero-cerulea a maturità, che, se intaccata, emana un intenso aroma; contiene semi piccoli di colore bianco-avorio. Fiorisce da maggio a luglio e matura i frutti a ottobre-novembre.
Habitat ed Ecologia
Eliofila e termofila, il mirto vive sul qualsiasi tipo di substrato ed è tipico componente della macchia mediterranea, anche vicino al mare.
Usi ed Etnobotanica
Il mirto, ed in particolare le foglie, venivano utilizzate nella medicina tradizionale per curare le malattie dell’apparato respiratorio e di quello urinario, grazie alle proprietà espettoranti, astringenti, balsamiche e rinfrescanti. Un tempo dalla distillazione dei fiori si otteneva la cosiddetta “acqua degli angeli”, usata come cosmetico. Dall’infusione delle bacche mature e dei germogli si ottiene un liquore digestivo e le bacche sono utilizzate anche per aromatizzare gli arrosti. Il legno, molto duro, è ottimo per lavori al tornio.
